Difetti interventricolari

Cosa sono e qual è il problema? 

I difetti interventricolari sono la cardiopatia congenita più comune, secondo alcune casistiche ne è affetto circa 1 bambino ogni 50-100.

Sono dovuti alla presenza di una comunicazione nella parete che divide i due ventricoli (vedi schema).

Il problema è legato al fatto che, dopo la nascita, il ventricolo sinistro, che lavora a pressioni più alte del destro, tenderà a mandare una certa quantità di sangue dentro il ventricolo destro attraverso il difetto, con il risultato che la quantità di sangue che alla fine arriverà ai polmoni sarà eccessiva.

Cosa mi devo aspettare durante la gravidanza?

Durante la gravidanza la pressione all’interno dei due ventricoli è uguale, quindi il flusso di sangue attraverso il difetto, anche se ampio, è minima ed insignficante.

Qualora venga diagnosticato un difetto interventricolare isolato durante la gravidanza, indipendentemente dalle sue dimensioni, la gravidanza e il parto devono seguire la loro storia naturale e non devono essere influenzate dalla diagnosi, in quanto tale patologia non dà sintomi clinici rilevanti nè durante la gravidanza nè durante i primi giorni di vita.

Come starà il mio bambino appena nato? 

I difetti interventricolari isolati, anche quelli di ampie dimensioni, non danno nessun problema alla nascita e nei primi giorni di vita. Per questo motivo i neonati possono tranquillamente rimanere accanto alle loro madri, in stanza oppure al nido. Sarà opportuno eseguire un ecocardiogramma color-doppler per confermare la diagnosi, possibilmente prima di essere dimessi dal nido, così da conoscere esattamente l’entità del problema ed organizzare i successivi controlli.

Che succede se in gravidanza non ci si accorge del difetto?

La maggior parte dei difetti, in particolare se di piccole dimensioni, può sfuggire all’ecocardiografia fetale e viene generalmente diagnosticata tramite ecocardiografia color-doppler pediatrica in età neonatale (prime 2-4 settimane di vita) in seguito al riscontro alla visita pediatrica di un soffio cardiaco.

Cosa succederà dopo essere tornati a casa?

La gravità della patologia dipenderà quindi dalle dimensioni e dalla posizione del difetto.

Piccoli difetti della porzione perimembranosa o della porzione muscolare del setto, anche se multipli, hanno la tendenza a risolversi spontaneamente senza richiedere nessuna terapia medica nè chirurgica.

Valutazioni ecocardiografiche seriate verranno effettuate su indicazione del cardiologo pediatra per accertarsi delle effettive piccole dimensioni del difetto e della sua scarsa rilevanza sul funzionamento del cuore del piccolo, fino all’evidenza della completa chiusura del difetto che avviene in genere nel corso del primo anno di vita.

Una volta evidenziata la chiusura del difetto la patologia risulterà risolta e non sarà più necessario continuare ad eseguire visite specialistiche seriate.

I difetti interventricolari perimembranosi o muscolari di grandi dimensioni, i difetti della porzione inlet del setto interventricolare e i difetti da malallineamento non hanno invece la tendenza a chiudersi spontaneamente.

Essi sono talvolta riscontrati nel contesto di altre cardiopatie più complesse, come il canale atrio-ventricolare per i difetti inlet o la tetralogia di Fallot per i difetti da malallineamento.

Già nelle prime settimane di vita i grandi difetti provocano un affaticamento del cuore e dei polmoni, che si manifesta facendo crescere poco il bambino e facendolo respirare più velocemente e più affannosamente.

Ai primi segni di affaticamento, che si manifestano in genere dopo la seconda settimana di vita, è opportuno iniziare una terapia medica contro lo scompenso cardiaco così da far crescere il piccolo e cercare di ritardare il più possibile l’intervento chirurgico di chiusura del difetto. L’intervento verrà generalmente effettuato nel primo anno di vita, prima che l’affaticamento del cuore e dei polmoni diventi irreversibile.

Anche dopo l’intervento sarà necessario eseguire controlli seriati per verificare la completa riuscita e l’assenza di difetti residui.

I risultati a distanza sono molto buoni e in genere con un singolo intervento si può ripristinare completamente la normale funzione del cuore senza limitazioni sulla vita futura del piccolo.

Solo in casi selezionati, quando non è possibile chiudere chirurgicamente i difetti, può essere opportuno eseguire interventi che vengono chiamati “palliativi” perchè invece di chiudere il difetto ne limitano il fastidio che questo provoca a livello del cuore, l’intervento tipico nel caso di questi difetti è chiamato bendaggio dell’arteria polmonare.

Specialista in Pediatria – Iscrizione Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma n. 57984

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