Difetti interatriali

Cosa sono e qual è il problema? 

I difetti interatriali sono ampie comunicazioni tra le due camere del cuore denominate atri, che ricevono il sangue di ritorno dai polmoni (atrio sinistro) e dal resto del corpo (atrio destro).

Il problema è legato al fatto che, dopo la nascita, l’atrio sinistro, che lavora a pressioni più alte del destro, tenderà a mandare una certa quantità di sangue dentro l’atrio destro attraverso il difetto, con il risultato che la quantità di sangue che alla fine arriverà ai polmoni sarà eccessiva.

Cosa mi devo aspettare durante la gravidanza?

Durante la gravidanza è normale la presenza una comunicazione tra i due atri, per questo motivo la presenza di un difetto interatriale all’ecocardiogramma fetale può essere solo sospettata se tale comunicazione appare più ampia di quella solitamente osservata, riscontro che deve comunque essere confermato dopo la nascita del bambino.

Qualora venga sospettato un difetto interatriale isolato durante la gravidanza, indipendentemente dalle sue dimensioni, la gravidanza e il parto devono seguire la loro storia naturale e non devono essere influenzate dalla diagnosi, in quanto tale patologia non dà nessun problema nè durante la gravidanza nè durante i primi giorni di vita.

Come starà il mio bambino appena nato? 

I difetti interatriali isolati, anche quelli di ampie dimensioni, non danno nessun problema alla nascita e nei primi giorni di vita. Per questo motivo i neonati possono tranquillamente rimanere accanto alle loro madri, in stanza oppure al nido. Sarà opportuno eseguire un ecocardiogramma color-doppler per confermare la diagnosi, possibilmente entro i primi 3 mesi di vita, così da conoscere esattamente l’entità del problema ed organizzare i successivi controlli. 

Che succede se in gravidanza non ci si accorge del difetto?

Il difetto può essere a volte sospettato dall’elettrocardiogramma di screening, consigliato al primo mese di vita. Difetti molto ampi possono essere scoperti durante le visite pediatriche se è presente un soffio cardiaco sul focolaio della valvola polmonare, segno dell’aumentato flusso di sangue che va ai polmoni. Dopo diversi mesi dalla nascita, a seconda delle dimensioni, possono provocare un affaticamento del cuore e dei polmoni, che si manifesta facendo crescere poco il bambino e facendolo respirare più velocemente e più affannosamente.

Cosa succederà dopo essere tornati a casa?

La gravità della patologia dipende dalle dimensioni del difetto e dalla sua posizione.

Il difetto più comune è il difetto interatriale di tipo ostium secundum, che si localizza a livello del forame ovale.

La maggior parte dei neonati nei primi mesi di vita ha una piccolo passaggio di sangue attraverso i due atri a livello del forame ovale, questo fenomeno prende il nome di pervietà del forame ovale e non rappresenta nei primi anni di vita una cardiopatia congenita. Questa comunicazione in genere si risolve spontaneamente prima dei 3 anni di vita e non provoca nessun disturbo nel bambino. Circa 1 adulto su 4 continua a presentare il forame ovale pervio e la decisione di intervenire chirurgicamente per chiuderlo deve essere presa solo in casi selezionati.

Si parla di difetto interatriale quando invece è assente una porzione della parete che separa i due atri.

I piccoli difetti interatriali di tipo ostium secundum possono risolversi spontaneamente senza richiedere nessuna terapia medica nè chirurgica.

Valutazioni ecocardiografiche seriate verranno effettuate su indicazione del cardiologo pediatra per accertarsi delle effettive piccole dimensioni del difetto e della sua scarsa rilevanza sul funzionamento del cuore del piccolo, fino all’evidenza della completa chiusura del difetto che avviene in genere nel corso dei primi 3 anni di vita.

Una volta evidenziata la chiusura del difetto la patologia risulterà risolta e non sarà più necessario continuare ad eseguire visite specialistiche seriate.

Gli ampi difetti interatriali ostium secundum, i difetti ostium primum, seno venoso e seno coronarico non hanno invece la tendenza a chiudersi spontaneamente.

Essi sono talvolta riscontrati nel contesto di altre cardiopatie più complesse, come il canale atrio-ventricolare per i difetti ostium primum o il ritorno venoso anomalo polmonare parziale per i difetti seno venoso. 

Per questi tipi di difetti è opportuno intervenire chirurgicamente, prima che l’affaticamento del cuore e dei polmoni diventi irreversibile.

Anche dopo l’intervento sarà necessario eseguire controlli seriati per verificare la completa riuscita e l’assenza di difetti residui.

I risultati a distanza sono molto buoni e in genere con un singolo intervento si può ripristinare completamente la normale funzione del cuore senza limitazioni sulla vita futura dei piccoli pazienti.

Specialista in Pediatria – Iscrizione Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma n. 57984

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